Bagno di ghiaccio in Lapponia: che cosa fa il freddo al corpo

Il freddo secondo la ricerca: a chi non è adatto il bagno di ghiaccio, come riconoscere l’ipotermia e perché la respirazione non si allena mai in acqua.

Si può morire facendo il bagno in un foro nel ghiaccio? Sì, è possibile, e i meccanismi sono noti: per questo conviene seguire le indicazioni alla lettera. Nel primo minuto il raffreddamento della pelle provoca un’inspirazione involontaria e un’accelerazione incontrollabile del respiro; se in quel momento la testa è sott’acqua, la conseguenza è l’annegamento. Il secondo meccanismo è l’aritmia: l’immersione e l’apnea attivano insieme la risposta simpatica da shock da freddo e il riflesso d’immersione parasimpatico, e i ricercatori vedono in questo conflitto autonomico la spiegazione di una parte dei decessi registrati come annegamento o ipotermia. Il terzo è il raffreddamento dopo il bagno. Le conclusioni pratiche sono brevi: non vada mai da solo, tenga la testa fuori dall’acqua, non si immerga con la testa, non entri se è malato o sotto l’effetto dell’alcol, e tenga il bagno breve.

A chi non è adatto il bagno nel ghiaccio? L’indicazione di Suomen Latu è inequivocabile: non entri in acqua se è malato o sotto l’effetto dell’alcol, e mai da solo. Se ha una malattia cardiovascolare, aritmie o ipertensione non trattata, ne parli con il suo medico prima di cominciare: il freddo alza pressione e frequenza cardiaca nello stesso momento, e nella letteratura scientifica sono proprio le persone con un cuore vulnerabile il gruppo in cui un conflitto autonomico può innescare un’aritmia pericolosa. Questa pagina non conosce la sua situazione e non dà consigli medici: a chi non sia adatto è una domanda per il medico, non per un sito di viaggi.

Quando non si deve entrare nel foro nel ghiaccio? Suomen Latu ne indica tre: non entri in acqua se è malato, non sotto l’effetto dell’alcol, e mai da solo. E se dubita che il bagno invernale faccia per Lei, ne parli prima con il suo medico. Andare da soli è una regola a sé, non una cortesia: nel primo minuto il raffreddamento della pelle provoca un’inspirazione involontaria e un’accelerazione incontrollabile del respiro, e questa risposta prevale sul controllo cosciente. Quello che serve allora è qualcuno sulla riva, non un telefono in tasca. E poi ciò che non si sa. I postumi della sbornia, le mestruazioni, un pasto pesante e la carenza di sonno non sono menzionati affatto da Suomen Latu, e non esiste ricerca sulla sicurezza al riguardo per il bagno nel ghiaccio. Per i postumi vale la stessa domanda della sauna: c’è ancora alcol nel sangue? Se sì, rientra nel punto sopra. Per il resto, «nessun ostacolo noto» non è «studiato e ritenuto sicuro».

Come si riconosce l’ipotermia? L’ipotermia è l’abbassamento della temperatura corporea interna sotto i 35 gradi. Nella fase lieve la persona parla normalmente, segue le indicazioni, trema e ha freddo. La svolta pericolosa è quando il tremito cessa: sotto i 34 gradi compaiono confusione e sonnolenza, e il tremore muscolare iniziale può interrompersi. Il fatto che il tremito si fermi non significa quindi che il riscaldamento sia cominciato: è il segno che la condizione sta peggiorando. Sotto i 30 gradi sopraggiunge la perdita di coscienza. Se chi ha fatto il bagno è confuso o in cattive condizioni, o non si riprende subito, chiami il numero di emergenza. Tolga con delicatezza i vestiti bagnati, avvolga la persona in coperte e la muova il meno possibile, in posizione distesa. L’alcol nel trattamento di una persona raffreddata è soltanto dannoso.

Un esercizio di respirazione può far svenire nel foro nel ghiaccio? Sì, ed è il pericolo più sottovalutato del bagno nel ghiaccio. Respirare con forza prima di trattenere il fiato abbassa l’anidride carbonica nel sangue, ed è proprio l’anidride carbonica a generare lo stimolo respiratorio: normalmente quello stimolo compare quando la pressione arteriosa di CO₂ sale a circa 45–60 mmHg. Se l’anidride carbonica è stata abbassata in anticipo, l’ossigeno si esaurisce prima che lo stimolo compaia, e la coscienza si perde senza alcun preavviso, di regola senza alcun malessere che lo annunci. Per questo la stessa avvertenza di sicurezza del metodo Wim Hof lo dice chiaramente: non pratichi mai in acqua, sotto la doccia o alla guida. Faccia la respirazione ciclica sulla terraferma, la concluda prima di avvicinarsi all’acqua e respiri con calma quando entra.

Come si inizia in sicurezza? Cominci in autunno, quando l’acqua è ancora meno fredda, e ci vada con regolarità, così il corpo si abitua gradualmente: secondo la meta-analisi la risposta da shock da freddo è attenuata in modo misurabile già dopo circa quattro volte. Entri dalla scaletta o dal corrimano, non salti. Respiri con calma mentre entra e tenga la testa fuori dall’acqua. Cominci con immersioni brevi e allunghi il tempo secondo le sue sensazioni: la durata non si misura con l’orologio. Tenga pronti vestiti asciutti e un locale caldo sulla riva. Non vada mai da solo.